
( Allego qui l'articolo: http://www.globalist.it/world/articolo/208951/vince-la-lotta-dei-sioux-l-039-esercito-blocca-il-dakota-access-pipeline.html).

Quella dei Sioux era una delle tribù più grandi d'America, con una popolazione di circa 30.000 unità, divisa in tre principali sottogruppi: l'orientale (Santee), il centrale (Yankton) e l'occidentale (Teton).
Nel dialetto Santee la tribù chiamava se stessa Dakota, nel dialetto Yankton Nakota, e in quello Teton, Lakota.
Il nome "Sioux" deriva dalla parola "ojibwa nadowessioux", che significa "nemico", o anche "serpente".
In effetti, i Sioux furono nemici di molti dopo che, nel XVI secolo, scesero sulle Grandi Pianure dalle boscose sorgenti del Mississipi, sotto la pressione esercitata dagli Ojbwa (i quali a loro volta stavano subendo la pressione esercitata dagli insediamenti degli europei) e attratti dalla presenza dei cavalli che adesso vagavano liberi sul grande oceano d'erba, pronti per essere catturati.

Tra il cielo e la terra c'era un reame nel quale vivevano i pianeti e le stelle, il tuono e le aquile, gli arcobaleni e i fulmini, tutti spiriti che potevano scendere sulla terra in forma umana; questi spiriti conducevano una vita speculare a quella dei Sioux, viaggiando attraverso il cielo con i loro teepee (tende di pelli).
Poiché gli spiriti erano in grado, tra le altre cose, di portare la siccità o alterare il corso della migrazione dei bisonti, i Sioux cercavano di propiziarseli con offerte di auto-sacrificio, inclusa la famosa Danza al Sole.

Tradizionalmente, la Danza del Sole era tenuta da ogni tribù una volta all'anno, in tarda primavera, quando anche i bisonti si riunivano dopo il lungo inverno; il festival durava solitamente otto giorni e culminava con la costruzione di una capanna simbolica che rappresentava la casa dell'uomo, al centro della quale c'era un palo che simboleggiava la distanza tra il cielo e la terra.
Guerrieri distintisi in battaglia e che avevano consacrato la propria vita al Sole, danzavano attorno a questo palo, al quale erano attaccati per mezzo di funi fissate ad asticelle infilzate nei pettorali.
La cerimonia della Danza del Sole (Wiwanyag Wachipi) era solamente uno dei sette riti sacri portati, secondo la tradizione, ai Sioux dalla mitica Donna Vitello di Bisonte Bianco.
Gli altri erano le cerimonie della Capanna del Sudore (Inipi), della Custodia dell'Anima (Wanagi Yuhapi), dell'Affratellamento (Hunkapi), di preparazione di una ragazza alla maturità femminile (Ischnata Awicalowan), del Lancio della Palla (Tapa Wanka Yap) e la Ricerca della Visione (Hanblecheyapi).

Tra questi sei rituali, quello della Ricerca della Visione è importante quanto la Danza del Sole.
Anche se utilizzata principalmente da sciamani e guaritori, la Ricerca della Visione non era riservata esclusivamente a loro; lo scopo del partecipante alla cerimonia era quello di ricevere assistenza dal mondo degli spiriti, facendo esperienza di un sogno nel quale particolari spiriti animali, antenati o figure culturali della mitologia Sioux, offrivano consigli.
Al pari di ogni altro aspetto della spiritualità Sioux, anche la cerimonia della Ricerca della Visione era altamente ritualizzata, e richiedeva che il cercatore si recasse in un luogo isolato e digiunasse e pregasse fintanto che la visione non fosse arrivata.
Fino alla metà del XIX secolo i Sioux ebbero pochi contatti con i bianchi; comunque, quando la ferrovia, i cacciatori di bisonti, i pionieri, e i coloni penetrarono nei loro territori, decisero sin da subito di opporre resistenza.
Le guerre Sioux, che dopo vent'anni di combattimenti si conclusero nel 1890 col massacro di Wounded Knee, furono le più sanguinose di tutte le guerre indiane combattute a ovest del Mississippi; videro anche la più cocente sconfitta mai subita dall'esercito americano ad opera dei nativi.


Morirono in tutto 246 cavalleggeri, incluso lo stesso Custer (in pratica l'intero reggimento)
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